Prosegue l’iniziativa della CGIL in fatto di rappresentanza che vede l’indispensabilità a consolidare le regole della democrazia e della rappresentanza a partire dal Protocollo del 1993, contro i rischi di disgregazione del sistema contrattuale e delle relazioni sindacali. L’iniziativa del maggior sindacato italiano vuole sancire il suffragio universale dei lavoratori con elettorato attivo e passivo da parte di ciascun dipendente dell’impresa nell’elezione delle RSU: un diritto che passa anche per i lavoratori temporanei.
Infatti, per la CGIL devono essere considerate rappresentative a livello nazionale, territoriale e aziendale le Organizzazioni Sindacali che abbiano una rappresentatività non inferiore al 5%, la quale determina l’accesso ai tavoli di trattativa. La misura della rappresentatività deve essere effettuato attraverso una media del peso associativo (numero iscritti certificati dall’INPS) e del peso elettorale (voti nelle elezioni delle RSU certificati da validazione dei verbali elettorali); il quorum del 51% per sottoscrivere gli accordi è definito sulla base dei voti e degli iscritti nella loro globalità.
L’assenteista può essere licenziato anche se non è stato affisso il codice disciplinare dell’azienda: è questa l’importante conseguenza a cui è giunta la
La riforma del mercato del lavoro ora è pronta ad essere discussa al
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L’Inail, il nostro istituto di riferimento nel settore della
Ricordiamo che l’articolo 4 della legge n. 300/1970, meglio conosciuta come
Il peso delle tasse locali non sembra fermarsi tanto che ciascun italiano può vantare un carico fiscale di non meno di 1230 euro. Infatti, da uno studio della CGIA si apprende che i lombardi sono quelli più tartassati visto che possono vantare ben otto città tra le prime dieci italiane: al primo posto Varese con una pressione tributaria di 1,714 euro e 1.681 Lecco seguono poi Bergamo, Monza e Bologna, ma chiudono la graduatoria nazionale Caltanisetta, con 789 euro pro capite, Agrigento, con 767 euro e Lanusei con 671 euro.
La
La perplessità arriva dalla
A Broni ogni anno 52 vittime e 58 casi di mesotelioma, da una fabbrica che occupava oltre mille operai a inferno di amianto: la Fibronit di Broni ha smesso di produrre nel 1993, ma in questo comune del pavese si continua a morire per colpa della fibra.