Lavoro e crisi: quando un imprenditore guadagna meno di un precario

 Nel nostro Paese non ci sono solamente i lavoratori dipendenti e quelli parasubordinati appartenenti alla “generazione 1000 euro”, ma ci sono anche parecchie decine di migliaia di piccoli imprenditori che guadagnano meno di un precario. A rilevarlo è stata la Camera di Commercio di Monza e Brianza in base ad un Rapporto del proprio Ufficio Studi prendendo a riferimento i dati del Registro delle Imprese. Ma quanti sono in Italia gli imprenditori che guadagnano meno di un precario? Ebbene, la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha rilevato che questi sono il 2% del totale, corrispondenti a 128 mila imprenditori che hanno un giro d’affari medio pari ad appena mille euro circa. E se a Monza e Brianza gli imprenditori “a 1.000 euro” sono 1.250, a livello regionale la Lombardia svetta in Italia con 17.770 imprese con un giro d’affari confrontabile con il reddito annuo di un lavoro precario; ma ce ne sono tante imprese di questo tipo, ben 17.255, nella Regione Lazio, mentre con 12.426 la Campania si attesta sul gradino più basso del podio.

Lavoro femminile: le donne guadagnano fino al 23% in meno

 Nel nostro Paese, a parità di ruoli, competenze e caratteristiche, le donne continuano ad essere svantaggiate rispetto agli uomini in termini di paga. Sussiste infatti quello che l’Isfol definisce come il gap retributivo di genere che, in media, vede la donna percepire un salario medio orario inferiore del 7,1% rispetto ai colleghi uomini; ma ci sono anche alcune specifiche categorie dove la donna arriva a prendere, malgrado lo stesso ruolo, il 22,9% in meno rispetto al collega maschio. Per la donna, quindi, in Italia non basta avere la stessa preparazione, e svolgere lo stesso ruolo, per percepire una paga in linea con il proprio “compagno di stanza”. Al riguardo l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (Isfol) ha condotto un’indagine, dal titolo “Rompere il cristallo“, con la quale è stato misurato il gap retributivo di genere che tra l’altro cresce sensibilmente sopra la media tra le donne che lavorano a fronte di un basso livello di scolarizzazione.

Lavoro di padre in figlio: Bando-premio al ricambio generazionale

 Fare impresa creando una realtà di successo, in grado di potersi affermare sul mercato, di certo non è facile; ma non è facile allo stesso modo valorizzare e proseguire il lavoro del padre nell’ottica di un ricambio generazionale che renda l’impresa longeva. Per questo, a livello nazionale, la Camera di Commercio di Milano, assieme a quella di Monza e Brianza ed Iperion Corporate Finance, promuovono “Di padre in figlio – il gusto di fare impresa“, il Bando-premio che, giunto alla sua terza edizione, consiste in un’onorificenza per le capacità professionali ed imprenditoriali di chi con dedizione ha saputo prendere in mano l’impresa del padre garantendone la continuità. La premiazione avverrà entro il prossimo mese di dicembre, mentre per le domande da presentare c’è tempo fino e non oltre la giornata di venerdì prossimo, 29 ottobre 2010, attraverso una scheda di adesione che si può scaricare direttamente dal sito Internet www.iperionfinance.it.

Occupazione Lazio: Progetto regionale Lavoro in chiaro

 Si chiama “Lavoro in chiaro“, ed è un Progetto di rilancio dell’occupazione sul territorio laziale, grazie a risorse pari a 10 milioni di euro, a favore dei lavoratori svantaggiati. Il Progetto è stato presentato nella giornata di ieri da Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, e da Mariella Zezza, Assessore al Lavoro e Formazione, anche con l’obiettivo non solo di stabilizzare o inserire i lavoratori, ma anche di far emergere le posizioni di lavoro in nero. Nel dettaglio, il Progetto “Lavoro in chiaro” è destinato ai lavoratori che sono senza un posto di lavoro da oltre sei mesi, a quelli che hanno un’età superiore ai 50 anni, ma anche a quelle persone che hanno una o più persone a carico, o che hanno un basso grado di scolarizzazione. Andando ad aiutare le persone più svantaggiate, l’Amministrazione mira così da un lato a sostenere le fasce deboli della popolazione, e dall’altro a rimettere in moto l’occupazione sul territorio laziale.

Lavoro: profilo professionale determinante per guadagnare di più

 Nonostante tutto, in Italia i lavoratori dipendenti in media guadagnano di più all’aumentare del proprio profilo professionale. Questo, in particolare, è uno dei dati interessanti emersi da “Domanda di Lavoro e Retribuzioni nelle Imprese Italiane“, un rapporto che Unioncamere ha realizzato con la società di indagine OD&M Consulting, e con il contributo della società di servizi per il mercato del lavoro Gi Group. Dal Rapporto, inoltre, è emerso come lo scorso anno, nonostante la crisi, le retribuzioni medie abbiano fatto registrare un rialzo del 2% attestandosi così sopra il livello dell‘inflazione; la media, nello specifico, si è attestata a quasi 26 mila euro con un incremento di 500 euro rispetto al 2008 e con una tendenza che è rimasta in linea con gli anni precedenti e, quindi, anche con il periodo pre-crisi. Il Rapporto fotografa chiaramente le retribuzioni di chi il posto di lavoro lo ha mantenuto, ragion per cui, contestualmente, non sorprende il fatto che il reddito lordo delle famiglie italiane è comunque sceso dell’1,4% a causa dell’incremento della disoccupazione.

Provincia di Ascoli Piceno: Bando per voucher di conciliazione

 Ad Ascoli Piceno l’Amministrazione provinciale è scesa in campo a sostegno del sociale, dell’occupazione e della tutela del lavoro femminile con un Bando che, attraverso un finanziamento della Regione Marche, punta a concedere voucher di conciliazione lavoro-famiglia. A darne notizia è stata proprio la Provincia di Ascoli Piceno nel precisare che il Bando, avente una dotazione finanziaria pari a 90 mila euro, provenienti dall’FSE, il Fondo Sociale Europeo, scade per la presentazione delle domande in data venerdì 29 ottobre 2010. I voucher, in particolare, sono destinati alle donne residenti in alcuni Comuni del Piceno che si trovano in possesso di particolari requisiti. Ai fini dell’accesso al Bando, occorre essere disoccupate in formazione, inoccupate, lavoratrici con un contratto co.co.co., a tempo indeterminato oppure a tempo determinato. Con l’erogazione dei voucher l’Amministrazione provinciale vuole così andare a contribuire nella rimozione degli ostacoli che, nella gestione familiare, intervengono quando le donne devono accedere al mondo del lavoro.

Lavoro e famiglia: voucher per l’infanzia nel Comune di Siena

 Al fine sia di ridurre le disparità di genere, sia per sostenere e promuovere l’accesso delle donne nel mercato del lavoro, conciliando l’occupazione con il tempo da dedicare alla famiglia, nel Comune di Siena è possibile ottenere, con la formula del voucher, il rimborso delle spese sostenute per la prima infanzia. A darne notizia è l’Amministrazione comunale nel far presente come la misura sia stata istituita dalla Regione Toscana attraverso un apposito Bando. Le donne interessate ad ottenere il rimborso devono comunque affrettarsi visto che i termini di presentazione delle domande scadono martedì prossimo, 5 ottobre 2010. Il voucher per la copertura dei costi sostenuti per la prima infanzia va a coprire fino al 50% della spesa sostenuta e documentata con un massimale erogabile per singola richiesta pari a 3 mila euro. Al Bando, nello specifico, possono accedere nel Comune di Siena quelle madri che, al momento in lista d’attesa per l’accesso ai nidi comunali, hanno avuto un bambino nel periodo dall’1 gennaio del 2008 al 3 maggio del 2010.

Borse di Studio statali nella Regione Piemonte

 Via libera nella Regione Piemonte, a valere sull’anno scolastico 2009-2010, all’assegnazione di fondi per complessivi 6,3 milioni di euro per le Borse di Studio statali. A darne notizia è l’Amministrazione regionale nel precisare che queste risorse, pari per la precisione a 6.359.000 euro, andranno a favore di 61.433 studenti piemontesi appartenenti a famiglie a basso reddito che hanno presentato la richiesta a valere sull’anno scolastico 2009-2010. Nel dettaglio, in accordo con quanto reso noto da Alberto Cirio, assessore regionale all’Istruzione della Regione Piemonte, la quota che sarà assegnata ad ogni studente dipende dalla scuola frequentata. E’ infatti pari a 80 euro per la scuola primaria, sale a 95 euro a studente per la scuola secondaria di primo grado, ed a 150 euro per gli allievi della scuola secondaria di secondo grado. Al fine dell’erogazione delle risorse, l’Amministrazione regionale provvederà a ripartire ai fondi ai Comuni che sono sede di Ufficio di Presidenza di Autonomia Scolastica; dopodiché si passerà all’erogazione delle Borse di Studio statali a favore delle famiglie aventi diritto.

Occupazione Provincia Milano: un Piano per giovani e over 45

 In Provincia di Milano sono pronti oltre tre milioni di euro di stanziamenti che, nell’ambito del Piano di orientamento dell’Amministrazione provinciale, a valere sugli anni dal 2010 al 2012, andranno a sostegno dell’occupazione. A darne notizia è stato l’On. Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, che ha alzato il velo sul Piano di orientamento e di formazione nel corso dell’incontro “Talenti e lavoro”. Con le risorse stanziate e con il Piano, in particolare, la Provincia di Milano vuole da un lato favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di soggetti a rischio di esclusione come i lavoratori con più di 45 anni, e dall’altro finanziare a favore dei giovani studenti laureati e diplomati dei programmi di formazione e di orientamento. Con il Piano di orientamento e di formazione, in accordo con quanto dichiarato dall’On. Guido Podestà, l’Amministrazione punta a creare sul territorio delle condizioni favorevoli per l’occupazione dopo che la crisi, inevitabilmente, ha coinvolto anche l’Italia ed in particolare al Nord del nostro Paese l’attività manifatturiera dove risulta essere maggiormente concentrata.

Regione Abruzzo: voucher per i lavoratori apprendisti

 Al fine di proseguire sulla strada della sperimentazione delle assunzioni attraverso la stipula di contratti di apprendistato professionalizzante, nella Regione Abruzzo sono pronte risorse pari a ben 2,6 milioni di euro grazie alle quali potranno essere erogati, con la formula del voucher, ben 2.500 contributi a favore di altrettanti lavoratori assunti con tale forma contrattuale. A darne notizia nella giornata di ieri è stata la Regione Abruzzo dopo che la Giunta, su proposta formulata e presentata da Paolo Gatti, Assessore al Lavoro e alla Formazione, ha approvato la relativa delibera per lo stanziamento delle risorse. Trattasi, nello specifico, di una delibera che è in linea con quanto previsto da un apposito accordo quadro che è stato siglato con le parti sociali al fine di fornire un sostegno concreto ai lavoratori ed alle imprese che assumono persone con il contratto di apprendistato professionalizzante, ma che al loro interno non posseggono capacità formativa e quindi c’è bisogno di avvalersi di organismi formativi accreditati.

Sicurezza sul posto di lavoro: campagna straordinaria in Veneto

 Nella Regione Veneto è in rampa di lancio una importante campagna straordinaria per la sicurezza sul posto di lavoro. Ad annunciarla è stata Elena Donazzan, Assessore regionale alle politiche del lavoro, della formazione e dell’istruzione, sottolineando come la campagna, rivolta alle aziende della Regione Veneto, andrà ad interessare oltre settemila tra lavoratori, datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori per quel che riguarda la sicurezza in azienda. La campagna straordinaria per la sicurezza sul posto di lavoro durerà fino al mese di giugno del prossimo anno con oltre mille interventi di natura formativa, di cui il 70% costituito da corsi di formazione, e per il 30% da interventi finalizzati alla consulenza per la sicurezza in azienda per un totale complessivo di 25 mila ore di interventi formativi dei quali fanno parte anche ben 160 seminari tematici.

Lavoro femminile: la giornata per le donne dura tre ore in più

 Per una donna la giornata è fatta sempre di 24 ore, ma è come se fossero 27 grazie al fatto che, meglio degli uomini, riescono a gestire più attività simultaneamente. Questo è quanto, in particolare, è emerso da un’indagine che nel luglio scorso la Camera di Commercio di Milano ha condotto su un campione di oltre duecento tra addetti ed imprese milanesi. Se infatti da un lato gli uomini sfruttano il tempo per lavorare anche quando ci si sposta in treno o in auto, la donna riesce a fare tutto ciò anche quando parla al telefono, continuando a lavorare davanti al personal computer durante la conversazione; lo stesso dicasi per la donna che meglio dell’uomo riesce a ritagliarsi tempo per il lavoro anche durante un pranzo, così come è comune per il gentil sesso la tendenza a cucinare o a vestirsi mentre contemporaneamente si ascoltano le ultime notizie.

Regione Sardegna: corsi lingua italiana per extracomunitari

 In Sardegna, a valere sull’anno scolastico 2010-2011, è stato approvato il progetto che istituisce la terza edizione dei corsi di lingua italiana per extracomunitari. A fronte di uno stanziamento complessivo pari a 160 mila euro, l’Assessorato regionale del Lavoro punta a favorire il superamento delle condizioni di svantaggio dei cittadini extracomunitari nell’Isola ai fini sia lavorativi, sia di integrazione nel contesto sociale e culturale sardo. Si giunge alla terza edizione dei corsi dopo che le edizioni precedenti hanno incontrato il favore non solo da parte dei fruitori, ma anche degli stessi datori di lavoro; l’iniziativa, rientrante nelle raccomandazioni comunitarie, ed ulteriormente rafforzata con un Accordo di Programma siglato nello scorso mese di dicembre, prevede altresì l’estensione dei corsi anche a favore dei cittadini extracomunitari sotto i 18 anni.

Maternità: il datore di lavoro e la flessibilità oraria

 Le donne in maternità, come noto, nel nostro Paese, a causa di un mercato del lavoro che non offre grande flessibilità, a partire dagli orari, trovano difficoltà a conciliare la vita familiare con i propri impegni professionali. Questo accade anche in Provincia di Rovigo dove, secondo quanto sottolineato dalla consigliera provinciale di Parità, Anna Maria Barbierato, c’è un trattamento discriminatorio proprio a carico delle donne nel mondo del lavoro. Al fine di poter adempiere al proprio dovere di madre, le donne in maternità hanno bisogno necessariamente di richiedere la flessibilità oraria, ma in base alle segnalazioni di donne in difficoltà ricevute dalla consigliera provinciale di Parità, sono proprio i datori di lavoro le figure che al riguardo fanno la maggiore opposizione.