Benefici alle aziende per la flessibilità dell’orario di lavoro

 È stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 277 del 23 dicembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale intitolato come Regolamento recante criteri e modalità per la concessione dei contributi di cui all’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53, concernente i benefici a favore delle aziende i cui accordi contrattuali prevedono azioni positive per la flessibilità dell’orario di lavoro.

In sostanza, telelavoro, lavoro flessibile in entrata e in uscita, turnazione, concentrazione di orario di lavoro: ecco le parole magiche utilizzate in un Paese dove, secondo quanto ci dicono gli ultimi dati Isfol, l’occupazione, in particolare delle madri, è fortemente condizionata dalla disponibilità di strumenti che consentano una gestione flessibile degli orari di lavoro.

A questo riguardo il regolamento intende fissare i criteri e le modalità che riguardano la concessione dei contributi già previsti dall’articolo 9 della legge 53 dell’8 marzo 2000 è giunto sulla Gazzetta Ufficiale.

La Fiom e la ex Bertone, i nuovi rapporti sindacali

 Passa anche alla ex Bertone il piano della Fiat: maggiore flessibilità in cambio di investimenti e nuove produzioni. Il voto alla ex Bertone non lascia dubbi, con 886 voti a favore e 111 contrari i lavoratori hanno dato una precisa indicazione alla Fiat, ma anche alla Fiom che non potrà non tenerne conto tanto che la stessa CGIL ha richiesto alla federazione di categoria di non ritirarsi sull’Aventino e prendere tutte le necessarie iniziative per difendere i lavoratori e, soprattutto, gli iscritti al sindacato.

Ricordiamo che la componente FIOM della RSU alla ex Bertone ha sottoscritto l’accordo condividendo le scelte e le responsabilità: una decisione sofferta ma necessaria per rilanciare l’attività produttiva ed evitare la chiusura.

Reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali

 L’ art. 2, comma 1 del decreto legge n. 463 del 1983 convertito nella legge 11 Novembre 1983, n. 683, sancisce il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti.
La sanzione prevista è la reclusione fino a tre anni e la multa fino a Euro 1032,91.

L’Inail con ILO e il portale per il lavoro dignitoso

Che cos’è il lavoro dignitoso? L’Ilo ha cercato di esprimere in pochi concetti l’idea che sta alla base del lavoro dignitoso; in effetti, per l’organizzazione internazionale il lavoro dignitoso si esprime con quattro obiettivi fondamentali, ovvero promozione dell’occupazione, protezione sociale, dialogo sociale e tripartitismo, principi e diritti fondamentali nel lavoro.

L’iniziativa dell’Inail intende offrire un approccio più diretto che ricalca quello dei social network cercando di dare spazio alle Ong e alle associazioni con il fine di mettere a punto un forum aperto e condiviso per risaltare ogni esperienza e comprendere, attraverso le singole specificità, il significato e il fine del lavoro.

Lavorare con gli enti locali nei lavori socialmente utili

I lavori socialmente utili possono essere utilizzati per offrire occasioni di reddito e opportunità ai percettori di ammortizzatori sociali –  ovvero coloro che riscuotono indennità legate all’istituto della cassa integrazione straordinaria, disoccupazione o mobilità – anche se, poi,  l’impiego non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro.

Questa particolarità pone in evidenza una mancanza di garanzie puntuali in fatto di diritto del lavoro; in effetti, l’assenza di un contratto di lavoro non permette di disporre di uno strumento che indichi in maniera precisa e chiara i diversi obblighi contrattuali delle parti stipulanti.

Iscrizione alla Gestione separata: istruzioni

 La Gestione Separata è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati e nasce con la L. 335 del 1995 di riforma del sistema pensionistico.

La gestione separata dell’Inps è anche conosciuta con il nome di “quarta gestione“.

Con tale istituto è stata garantita una specifica forma di previdenza per soggetti  oppure con riferimento a redditi, sino ad allora, privi di uno specifico inquadramento previdenziale, sia sotto il profilo contributivo, sia sotto il profilo, conseguente, della tutela.

Inps, aggiornate le prestazioni per malattia, maternità e tubercolosi

Il maggiore Istituto previdenziale del settore privato ha comunicato, con la circolare n. 69 del 20 aprile 2011, i nuovi importi giornalieri sulla cui base andranno determinate le prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi riferiti all’anno 2011.

Le categorie di lavoratori coinvolti in questa circolare sono i lavoratori soci degli organismi cooperativi di cui al D.P.R. 602/1970, articolo 4, lavoratori agricoli a tempo determinato, compartecipanti familiari e piccoli coloni, lavoratori italiani operanti all’estero in Paesi extracomunitari, lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (solo maternità), lavoratrici autonome quali commercianti, artigiane, CD-CM e imprenditrici agricole professionali (solo maternità).

Inps verifica l’esistenza in vita dei pensionati all’estero

Nei vari periodi storici, moltissimi italiani sono emigrati in paesi nei quali era più facile trovare lavoro.
La maggioranza dei nostri connazionali prima di partire aveva effettuato periodi di lavoro in Italia, con relativi versamenti di contributi previdenziali validi ai fini pensionistici.
L’Inps con comunicato del 28 aprile 2011 ha reso noto che “la banca che gestisce i servizi di pagamento delle pensioni all’estero per conto dell’Inps, ossia l’Istituto di Credito delle Banche Popolari Italiane (ICBPI), ha pianificato le attività di verifica dell’esistenza in vita dei pensionati”.

Inail, la prevenzione e l’EXPO 2015

Raggiunto un accordo in vista dell’EXPO 2015 tra l’Inail e le parti sociali con una serie di norme interessanti e significative nel campo della sicurezza in previsione dell’evento di portata internazionale programmato tra quattro anni.

Tra i punti previsti un poliambulatorio permanente, tariffe straordinarie per le imprese aderenti e copertura assicurativa per i lavoratori volontari: l’ultimo punto è quello, senza dubbio, più significativo perché è rivolto ad offrire una copertura di tipo assicurativo ai circa 28mila volontari che parteciperanno all’evento mondiale.

Trattenute sindacali: obbligo del datore di lavoro

 La Suprema Corte, nella sentenza n. 9049 del 20 aprile 2011, ha affermato “l’illegittimità del rifiuto datoriale di effettuare le trattenute sindacali in ragione dell’elevato numero dei dipendenti, ritenendo che il solo elemento dimensionale dell’impresa sia del tutto insufficiente a dimostrare l’inesigibilità dell’obbligo datoriale, potendo il datore ovviare alle difficoltà attraverso una organizzazione adeguata”.

Chiarimenti in merito al TFS per i dipendenti pubblici

 Il recente testo legislativo, legge n. 122/2010, ha posto diverse modifiche in merito alla corresponsione del trattamento di fine servizio, o TFS, da parte del personale iscritto all’Inpdap suscitando, a riguardo, dubbi interpretative tanto che la Direzione centrale delle Previdenza dell’istituto previdenziale pubblico ha deciso di chiarire diversi aspetti ad esso correlati.

In effetti, il nuovo sistema di calcolo adottato dall’amministrazione pubblica ha suscitato diverse perplessità.

La carta delle pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro

 Il seminario del 2 maggio di Modena intitolato Carta per la Pari Opportunità e l’uguaglianza sul lavoro ci consente di rimarcare un tema importante che non deve mai essere trascurato, ovvero le pari opportunità e l’uguaglianza nel mondo del lavoro.

La Carta per le Pari Opportunità deve essere uno strumento per valorizzare le diversità all’interno di ogni organizzazione sociale e, in particolare, nel microcosmo aziendale con particolare riguardo alle pari opportunità tra uomo e donne insieme alla diffusione di buone pratiche delle aziende aderenti alla Carta.

Assunzioni obbligatorie: quando il datore può rifiutarsi

 La corte di cassazione con sentenza n. 7007 del 25 marzo 2011, ha stabilito che  “in tema di assunzioni obbligatorie, il datore di lavoro può legittimamente rifiutare due tipologie di assunzioni:

sia  l’assunzione di un lavoratore con qualifica che risulti, in base all’atto di avviamento, diversa;

sia di un lavoratore con qualifica “simile” a quella richiesta, in mancanza di un suo previo addestramento o tirocinio da svolgere secondo le modalità previste dall’art. 12 della stessa legge n. 68 del 1999″.

Parlamento, chiarito il trattamento per il 17 marzo

 E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 92 del 21 aprile 2011 la legge di conversione n. 47, con modificazioni, del decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011 (presente in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 44 del 23 febbraio 2011) con il quale era stato dichiarato festivo a tutti gli effetti il 17 marzo.

La legge pone in essere una netta distinzione tra il lavoro privato e pubblico; in effetti, per il segmento privato si riconferma che la festività soppressa del 4 novembre, articolo 1 della citata legge di conversione, o per una delle altre festività tuttora soppresse ai sensi della legge 5 marzo 1977 n. 54, non si applicano ad una di queste questo particolare trattamento ma, in sostituzione e solo per il 2011, alla festa nazionale per il 150º anniversario dell’Unita’ d’Italia proclamata per il 17 marzo 2011.